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Un mese, 10 città, quasi 3000 km. Una cifra imprecisata di stanze d'albergo, treni, autobus, taxi e dromedari. Suole delle scarpe e ruote del passeggino finite.
Tutto per poter dire: ce l'abbiamo fatta anche stavolta!

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Devo ammettere che se non fosse stato per le nostre scarse finanze non saremmo mai andati in Marocco. Detto così può sembrare volgare ma non mi piacciono i giri di parole, e quattro biglietti aerei cominciano a farsi sentire.

Perciò, in una calda sera d'estate eccomi a comprare il primo biglietto della mia vita sul sito della Ryanair, destinazione Fès. Oltre al bagaglio a mano si è reso necessario anche l'acquisto di due da stiva di 20 kg l'uno, giusto per starci comodi al ritorno con gli inevitabili souvenir.

Atterrati a Fez prendiamo un grand taxi che per 150 Dirham ci porta fino al nostro albergo, l'unico prenotato dall'Italia e per niente una buona scelta. Maggiori info sugli alberghi che abbiamo frequentato durante il viaggio potete leggerle nel post dedicato.

Dovevamo fermarci qui soltanto due notti ma poi abbiamo deciso di prolungare di un altro giorno per girare comodamente la città e l'affascinante medina. Alloggiavamo dalla parte opposta rispetto alla zona turistica di Bad Bou Jeloud che comunque raggiungevamo con una lunga passeggiata, forse un po' impegnativa ma noi siamo dei grandi camminatori. Oltretutto, abbiamo scoperto che i petit taxi diffusi in ogni città del Marocco, non prendono a bordo più di tre passeggeri (già se vedono quattro persone ferme sul ciglio della strada non si fermano) e perciò abbiamo sempre dovuto prenderne due oppure ripiegare su un gran taxi. Se con un petit taxi avete una chance di far utilizzare il tassametro, con quelli grandi scordatevelo: concordate il prezzo prima per evitare sorprese. Bella seccatura, ma tant'è.

 

 

Consiglio spassionato: per girare la medina di Fez lasciate perdere le cartine, seguite il vostro istinto, godetevi la visita e se proprio doveste perdervi, orientatevi con i cartelli colorati che indicano il percorso per raggiungere i siti di maggiore interesse turistico.

Oltre alla Moschea Kairaouine e all'Università più antica al mondo, fate un passaggio anche alla Medersa Bou Inania, un'antica scuola coranica molto più decorata di quanto non lo siano di solito. Di fronte all'ingresso della medersa c'è un orologio ad acqua del XIV secolo progettato da un esperto orologiaio nonché stregone. Per vedere l'orologio guardate in alto. Il funzionamento era un po' articolato, lascio a voi la scoperta.

Fez è famosa per le sue fontane e se siete in viaggio con bambini non potete perdervi il divertimento dei getti d'acqua improvvisi lungo Ave Hassan II nella ville nouvelle, attivi solo la sera.

 

 

Tre giorni sono sufficienti per visitare la città senza troppo stress e quindi eccoci pronti ad affrontare il nostro primo spostamento su un treno marocchino. Contrariamente a quello che si può pensare, la rete ferroviaria è molto ben sviluppata e i treni sono abbastanza puntuali, economici e moderni. Le classi di viaggio sono due e soltanto in prima, la nostra scelta, è possibile prenotare il posto a sedere. La stazione di Fès poi è un vero incanto, e da lì saliamo su un treno che, in tre ore e per 120 Dh ci porterà fino a Rabat, la capitale del paese. Fate attenzione che Rabat ha due stazioni, quella che interessa maggiormente i turisti è Rabat Ville, ubicata nella ville nouvelle, nuova e moderna anche questa.

Rabat è la città che non ti aspetti: pulita, ordinata, con un cielo azzurro e una brezza marina che rende piacevolissimo il soggiorno. Dopo essere usciti vivi dalla medina di Fès, quella di Rabat vi sembrerà uno scherzo...e anche un po' una delusione. Potete consolarvi con un giro alla Tour Hassan, il sito più famoso della città anche se della moschea che doveva essere la più grande del mondo, dopo il terremoto che la rase al suolo nell' VIII secolo, non rimane altro che un intrico di colonne e una torre che non ha mai raggiunto l'altezza desiderata dal sultano Al-Mansour.

 

 

Accanto sorge il Mausoleo di Mohammed V, dove sono sepolti il nonno e il padre dell'attuale re del Marocco Mohammed VI, la cui immagine è ritratta un po' ovunque e sarà impossibile non riconoscerlo dopo le prime 48 ore in Marocco. Purtroppo al mausoleo non vi faranno entrare.

Lasciamo Rabat per Casablanca e, sempre in treno, raggiungiamo la città di Rick Blaine dopo poco più di un'ora di viaggio e una spesa di 55 Dh. Casablanca ha ben cinque stazioni; quelle che vi serviranno sono Casa Port - con treni per Rabat e Kenitra - e Casa Voyageurs – con treni per le altre località servite dalla ferrovia. La stazione di Casa Port è relativamente vicina al centro e con un taxi potrete raggiungere la zona compresa tra Place des Nations Unies e il Marché Central, ovvero dove sono concentrati il maggior numero di alberghi economici. Per raggiungere Casa Voyageurs invece potete prendere il nuovissimo fiammante tram che collega svariati punti della città. E' utile anche per godersi il panorama marittimo di Blvd de la Corniche. Oltre a questo, la città non offre molte attrattive, eccezion fatta per la Moschea di Hassan II e alcuni begli edifici di epoca coloniale.

 

 

La zona del Marché Central merita senz'altro una visita, anche solo per mangiare l'ottimo pesce fritto che propone il locale ad angolo proprio di fronte al mercato, molto frequentato dalla gente del posto. La medina invece non è un granché, soprattutto perché risalente al XIX secolo, quindi tutt'altro che antica. Vi consiglio invece di fare un giro da Place des Nations Unies puntando verso sud, per trovarvi immersi in una marea di gente che passeggia, mangia lumache, pattina, gioca a pallone, incanta serpenti e prepara pozioni magiche. Se poi la vostra visita coincide con il sabato sera, non perdetevi le colorate resse di giovani che tentano di salire su un autobus per tornare a casa.

 

 

La prossima destinazione di questo family travel molto travel e poco family sarà Marrakech. Sempre in treno, questa volta dalla stazione di Casa Voyageurs, saliamo sul mitico Marrakech Express che in tre ore e mezza e per 140 Dh dovrebbe portarci a destinazione. Mai condizionale fu più appropriato; ma questo ve lo racconterò la prossima volta...

 

Leggi anche la seconda parte del nostro itinerario da Casablanca a Marrakech.

 

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