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Avete un posto di cui siete gelosi? Un viaggio talmente bello che in fondo non vi sembra vero di aver fatto, e che vorreste rimanesse solo vostro? Una località così meravigliosa che avete quasi paura che gli altri, andandoci, possano rovinarvela?

 

Ebbene sì, c'è sempre una punta di egoismo in ogni viaggiatore che ha sentito le farfalle nello stomaco quando sì è trovato in un posto per lui tanto speciale. E come per ogni innamoramento che si rispetti bisogna fare i conti con la gelosia, la stessa che provo io quando si parla dell'India e delle isole Andamane. Se poi ci mettete anche il fatto che proprio l'India è stato il nostro primo viaggio intercontinentale quando eravamo ragazzi e, anni dopo, le isole Andamane il primo viaggio intercontinentale quando siamo diventati una famiglia, ecco che forse riuscite a capire meglio di che tipo di gelosia parlo. Soprattutto per queste isole - che non potevano essere relegate in qualche post ma che ho voluto letteralmente celebrare scrivendo un libro - mi sono resa conto che, almeno un post pratico andava scritto. Perciò eccomi qua a parlarvi di come visitare le isole Andamane e Nicobare.

 

  

isole Andamane e Nicobare

 

Cosa sono

 

Sono le vette della catena montuosa sommersa dell'Arakan Yoma, che si estende tra il Myanmar (Birmania) e Sumatra in Indonesia.

Le cime montuose che emergono dal mare formano un arcipelago con oltre 500 isole, di cui solo una decina tra le Andamane sono accessibili ai turisti; le Nicobare sono vietate agli stranieri e agli stessi indiani (salvo permessi governativi) perché in queste terre vivono delle tribù primitive. Anche le isole aperte al turismo possono avere delle zone interdette per preservare sia le popolazioni tribali che gli animali endemici, in alcuni casi le basi militari.

 

 

Dove sono

 

Si trovano 1370 km al largo della costa orientale dell'India, a cui appartengono politicamente, anche se sono più vicine all'Indonesia (150 km) e al Myanmar (190 km).

Per questo motivo, dal momento che seguono l'ora della capitale indiana fa buio molto presto, a volte anche alle cinque del pomeriggio, per poi albeggiare già dalle quattro del mattino. Abituatevi subito a questi orari, soprattutto per cenare dal momento che la maggior parte dei ristoratori alle otto di sera già ronfa! Guardate a che ora le persone del posto consumano i pasti e regolatevi di conseguenza: è brutto rimanere senza cena...

 

 

Chi ci vive

 

Queste isole dovrebbero appartenere alle tribù che le abitano da sempre, invece...

Dopo l'indipendenza indiana del '47 le isole sono entrate a far parte dell'Unione Indiana, ma erano già abitate da 2000 anni e pare si riferisca a queste terre anche Marco Polo ne Il Milione. Durante la dominazione inglese furono installate diverse colonie penali, la più famigerata proprio nella capitale Port Blair. Poi fu la volta dei giapponesi in tempo di guerra e infine degli indiani che hanno scelto questo angolo di mondo per scappare dal macello di una spartizione fatta con matita e righello, di un continente che di omogeneo non ha avuto e avrà mai nulla, altrimenti non sarebbe l'India.

 

 

Come si raggiungono

 

Il punto di accesso alle isole è la capitale Port Blair ed è raggiungibile in aereo o in nave solo ed esclusivamente dall'India.

Provare ad entrare o uscire da questo arcipelago in qualsiasi altro modo e verso qualsiasi altro paese del Sud Est Asiatico è illegale e si rischia di venire arrestati senza tanti complimenti.

Ci sono collegamenti aerei giornalieri con Dehli, Calcutta e Chennai (2 h circa); i biglietti non sono a buon mercato, ve lo dico subito, ma prenotando con un certo anticipo si riescono a trovare intorno ai 250 $ A/R o anche meno. Tra le compagnie che operano su questa tratta ci sono: SpiceJet, Air India, GoAir, Jet Airways e JetLite. Ovviamente, come dicevo sopra, non esistono voli internazionali diretti tra le isole e il resto dell'Asia.

I collegamenti navali sono meno frequenti e anche meno affidabili. Di solito al mese approdano tre o quattro navi provenienti da Calcutta (64 ore di navigazione) e Chennai (60 ore).

Che dire? Beh, se siete già stati in India a avete preso la sleeper class dei treni, non dovrete fare altro che immaginarvi in quel treno per tre o quattro giorni, aggiungendo qualcosa per il disagio di trovarvi in mezzo al mare e per la monotonia del cibo di bordo (almeno in treno quando ferma alle stazioni salgono venditori ambulanti e qualcosa si rimedia sempre) e naturalmente per le condizioni igieniche in generale. Per tutti gli altri, a meno che non siate degli impavidi esploratori, lasciate perdere questo mezzo e andateci in aereo. Ho conosciuto gente arrivata in nave che mi ha raccontato delle cose pazzesche, compresa quella che spesso la nave resta ferma in porto o poco più in là e ritarda la partenza anche di 24 ore, così, senza un apparente motivo e senza nessuno che dia spiegazioni. Anche l'attracco a Port Blair non è una cosa veloce, perciò...

Ad ogni modo, informazioni dettagliate sulle navi le potete reperire presso l'Andaman Shipping Office di Chennai, la Shipping Corporation of India di Calcutta e Andaman Tourism.

 

 

Visti e permessi speciali

 

Oltre al visto per entrare in India che dovrete richiedere in ambasciata prima di partire dall'Italia, occorre un permesso speciale per visitare le isole che viene rilasciato all'arrivo a Port Blair, sia che arriviate in aereo che in nave, e permette di rimanere sulle isole per 30 gg ed è estendibile per altri 15. Il permesso può essere richiesto anche negli uffici immigrazione presenti in varie città indiane, per maggiori informazioni consultate il sito del Bureau of Immigration of India.

Soprattutto se arrivate in nave e siete senza permesso, recatevi subito all'ufficio immigrazione del molo Haddo di Port Blair. Girare per le isole senza permesso è, oltre che illegale, impossibile perché ve lo chiederanno al momento di acquistare biglietti per i traghetti; quando prenderete una stanza; quando arriverete sulle altre isole, praticamente sempre. A questo proposito è consigliabile portare con sé delle fotocopie (da fare subito nella capitale) e anche qualche foto tessera, poiché entrambi possono essere richiesti per acquistare permessi speciali per visitare parchi e riserve naturali o anche semplicemente per fare i biglietti dei traghetti.

La normativa riguardo l'accesso alle isole può però cambiare; ad esempio quando ci siamo stati noi nel 2009 ci voleva proprio un altro visto che facemmo dall'Italia contestualmente a quello richiesto per la sola India, oltre che il permesso rilasciato all'arrivo.

Per avere informazioni aggiornate consultate il sito dell'Ambasciata Indiana a Roma.

 

 

Bancomat - banche - internet service

Banche e sportelli bancomat sono disponibili soltanto nella capitale Port Blair. L'isola di Havelock dispone di un paio di sportelli bancomat. Su tutte le altre isole non ci sono né bancomat né cambiavalute, quindi dovrete arrivare con una scorta di contanti sufficiente alle vostre necessità. Internet point decenti e a un prezzo ragionevole sono dislocati presso l'Aberdeen Bazar di Port Blair; c'è un internet bar anche a Havelock ma i prezzi per la connessione, quando c'è, sono molto elevati.

 

 

Quali isole si possono visitare e come

 

Una volta ottenuto il permesso per visitare le isole non è che potete andarvene in giro come vi pare; alcune isole sono vietate e anche alcuni territori delle isole aperte al turismo possono essere interdetti.

Tra le località dove si può soggiornare occorre fare una distinzione tra quelle che potete raggiungere sia via terra che via mare, e sono quelle che si trovano a South Andaman (dove c'è la capitale Port Blair), Middle Andaman e North Andaman che sono collegate tra loro da ponti, strade e alcuni traghetti, come ad esempio quello per Diglipur che si trova a nord.

Esclusivamente in traghetto potete raggiungere: Long Island, North Passage, Little Andaman, Havelock e Neil Island.

Potete effettuare escursioni in giornata (non fate i furbi, sulle isole è vietato campeggiare) presso: Jolly Buoy, South Cinque, Red Skin, Ross, Narcodam, Interview e Rutland, The Brothers e The Sister.

Oltre ai collegamenti in traghetto, alcune località sono da pochi anni raggiungibili con un aereo anfibio che decolla e atterra in mare. Partendo da Port Blair, questo raggiunge Havelock, Little Andaman e Diglipur.

C'è anche un elicottero che, oltre a coprire le stesse tratte dell'anfibio, arriva anche a Mayabunder. Pare che questo mezzo sia difficile da prendere perché quasi sempre occupato da funzionari pubblici e inoltre con dei ferrei limiti sul peso del bagaglio.

Il pregio di questi mezzi d'aria è senz'altro quello di offrire il bello spettacolo delle isole dall'alto, però volete mettere l'ebrezza di prendere un traghetto in India?

A questo proposito mi preme dirvi che, l'esperienza di acquistare un biglietto, è tanto bella quanto local. A Port Blair ricordo di aver mandato via marito e figlio perché la cosa si preannunciava lunga, accalcata e afosa. La biglietteria infatti inizia a riempirsi già dalla prima mattina per non aprire gli sportelli fino alle 10.30 o giù di lì. Le file sono divise tra uomini e donne ma non crediate che quella del gentil sesso sia meno insidiosa. Per tutto il tempo che starete lì, a fissare un impiegato dietro un vetro che sembra non voler aprire mai, ci sarà qualche sari colorato che tenterà di infilarsi anche nello spazio tra il vostro gomito e l'anca, in parole povere, tenere il braccio appoggiato al corrimano per evitare che qualcuno vi passi avanti può rivelarsi totalmente inutile. Dalla fila accanto poi, quella degli uomini, appena gli sportelli apriranno qualche buontempone tenterà di infilare il suo foglio con la prenotazione anche strofinandolo sulla vostra faccia, se serve.

Riguardo a questo foglio, anche qui, chi è stato in India non in tempi recenti e ha preso il treno, ricorderà che per acquistare i biglietti bisognava presentarsi con un foglio già compilato con il nome del treno (che di solito comprendeva tutte le lettere dell'alfabeto!), la data e l'ora del viaggio, il numero dei passeggeri, la classe scelta e pure il posto a sedere, questi ultimi indicati da una sigla che o la sai o t'attacchi. Una roba facilissima, soprattutto a Bombay dove bisognava prendere il foglietto e le informazioni al piano di sotto e acquistare il biglietto al piano di sopra, e che ci vuole! Io la prima volta sono quasi impazzita, poi però abbiamo comprato l'orario dei treni e, una volta decifrato il codice, arrivavo allo sportello con foglietti compilati alla perfezione. La ragione di questo sistema sta nella differenza linguistica che c'è nel paese, dove un abitante di Dehli deve parlare inglese con uno di Chennai, giusto per fare un esempio.

Tornando a noi, per i traghetti a Port Blair c'è bisogno di compilarne uno analogo e questa cosa non vi sfuggirà perché, mentre sarete in fila ad aspettare dentro una biglietteria che dire calda è dire poco, noterete senz'altro lo sventolio che ne fanno le altre persone in fila.

Nelle biglietterie delle isole che abbiamo visitato, cioè Havelock e Neil, ci si rivolge direttamente allo sportello del molo, tanto i collegamenti tra le isole sono o con la capitale o con l'isola accanto. Un'alternativa allo stress dell'acquisto biglietti è mandare qualcuno a farli per vostro conto; su queste isole si tratta di una vera e propria professione svolta dalla gente del posto su commissione solitamente dell'albergo dove alloggiate. Basterà che domandiate al personale e vedrete che qualcuno che vada al posto vostro per un piccolo sovrapprezzo salterà fuori. Io comunque ho sempre fatto tutto da me, ma si sa che altrimenti non mi diverto, e poi almeno così avevo tempo per leggere un libro senza nessun castello di sabbia da fare!

 

A questo punto credo di avervi detto tutto, a parte forse la cosa più importante e cioè che queste isole sono uno degli ultimi paradisi terrestri e che vanno assolutamente rispettate, come vanno rispettate le persone che ci vivono e che hanno sì un ritorno economico grazie al turismo, ma che di sicuro aiuterete molto di più lasciando un ambiente intatto.

 

 

 

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